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la Costa degli Ulivi

30 Aprile 2021

la Costa degli Ulivi

 

 

TRA ULIVETI, MURETTI A SECCO E STORIE LONTANE

 

Con lo splendido Duomo di San Corrado che si affaccia sul porto, un capolavoro dello stile romanico-pugliese, MOLFETTA vanta una importante tradizione marinara evidente nel tipico mercato del pesce a pochi passi dal porto e nei piatti a base di pesce della cucina molfettese, in primis il tipico “calzaon”, focaccia ripiena di cipolle sponsali e merluzzo, una delizia che ti conquisterà.

 

Molfetta è anche famosa per la bellezza e la suggestione delle sue statue senza eguali.

 

Il Venerdì Santo si svolge la processione dei Cinque Misteri: alle tre del mattino una folla si raduna davanti alla chiesa di Santo Stefano per assistere all’uscita dei simulacri del Cristo in un borgo illuminato solo dalle fiaccole dei confratelli.

 

Il Sabato Santo è la volta della Processione della “Pietà”: le statue sono portate dalle confraternite contraddistinte da mantelle che richiamano i colori della primavera. A chiudere la processione, portata dall’Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero, è la statua della Pietà, la Vergine con in grembo il Cristo morto, di inestimabile bellezza.

Le statue sono state realizzate in cartapesta dallo scultore molfettese Giulio Cozzoli e accompagnate dalle caratteristiche marce funebri eseguite dalla banda locale.

Spostandoci verso l’interno tra distese di ulivi e campi in fiore si arriva a RUVO DI PUGLIA. La Processione degli “Otto Santi” rappresenta uno dei momenti più topici. Realizzato agli inizi del ‘900 da un cartapestaio leccese, il gruppo statuario muove dalla Chiesa di San Rocco nella notte del Giovedì Santo.

 

La processione dei Misteri e della Pietà completano il programma degli eventi processionali ruvesi mentre la domenica di Pasqua è celebrata la processione del Cristo Risorto e l’esplosione delle “quarantane”, fantocci installati durante la Quaresima a rappresentare la vittoria della vita sulla morte. La cultura contadina ruvese si rispecchia nella gastronomia con prodotti tipici dell’altopiano della Murgia, tra funghi cardoncelli, formaggi, vino e gustosi piatti di carne come il "cutturìdde".

 

Incastonata tra l’Alta Murgia e l’Adriatico, BITONTO è conosciuta come “Città dell’olio”, di qualità eccellente e dal gusto unico come la focaccia cotta in antichi forni a legna o i gustosi "bocconotti". La maestosa Cattedrale fa da cornice agli eventi pasquali come la processione dell’Addolorata del Venerdì di Passione, con la statua circondata da più di cento candele.

 

Il Venerdì Santo è un continuo susseguirsi, dalle prime luci dell’alba e per tutta la giornata, di eventi processionali: prima la processione dei Misteri con i momenti della Passione di Cristo, poi la Processione Solenne del tardo pomeriggio con il “Legno Santo”, il “Trofeo Floreale”, una copia del 1600 della “Sacra Sindone” e il “Cristo Morto” che chiudono la Settimana Santa bitontina.

 

È il fuoco l’elemento che apre la Settima nojana: il Giovedì Santo a Noicattaro, sul sagrato della chiesa della Madonna della lama, bruciano ceppi secchi depositati dai cittadini durante la Quaresima come rito propiziatorio per il raccolto, mentre si preparano calzoni ripieni di cipolle e erbe selvatiche e le tipiche uova rosse.

 

È però la ritualità legata alle figure dei “crociferi” a caratterizzare la Settimana Santa nojana: uomini vestiti con un saio nero, senza volto perché coperto dal cappuccio e la corona di spine, attraversano la città scalzi e trascinando una pesante croce che depongono all’entrata delle chiese per potersi flagellare con le catene che portano legate alle caviglie; il loro cammino penitenziale di espiazione è seguito dalla folla dei fedeli, da fiaccole e da trozzue (dalle raganelle) trascinate dai bambini.

Scendendo verso la costa barese incontriamo VALENZANO, primo gradino della murgia barese, dove la molteplicità dei gruppi statuari – rappresentanti alcuni momenti della Passione del Cristo – dà vita a una Settimana Santa irripetibile.

 

Ad oggi sono quasi cinquanta i le statue possedute direttamente dalle famiglie che provvedono al loro addobbo partecipando poi alla grande processione del Venerdì Santo: partendo dalle proprie abitazioni e accompagnati da parenti vesti di tutto punto e da un piccolo gruppo bandistico che intona le marce funebri, giungono nella piazza principale del paese per il raduno dei Sacri Misteri e proseguire in processione per le vie del centro. Un momento di grande partecipazione comunitaria.

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