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la Magna Grecia

30 Aprile 2021

la Magna Grecia

 

  • TARANTO
  • GROTTAGLIE
  • PULSANO
  • GINOSA

 

IL CUORE ANTICO DELLA MAGNA GRECIA

 

Spostandoci verso Ovest, sul versante affacciato sul mar Ionio, si entra nella terra che un tempo della Magna Grecia, un territorio in cui le architetture tradizionali cedono all’impatto onirico delle chiese rupestri, in un percorso che emana grandiosità dalle solitarie rovine della civiltà greca e un paesaggio naturale di grande bellezza.

 

TARANTO ne è di diritto la capitale: è la città “dei due mari”, in cui il Mar Ionio e il Mar Piccolo s’incontrano creando una culla per la civiltà. Ne sono viva testimonianza i tesori artistici raccolti nel museo archeologico MARTA (www.museotaranto.beniculturali.it), tappa fondamentale del tuo viaggio.

 

La Settimana Santa a Taranto è un appuntamento unico nel suo sentire, un marchio di fabbrica conosciuto in tutto il mondo. A mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì Santo, parte dalla chiesa di San Domenico nella città vecchia la Processione dell’Addolorata, la Madre dei tarantini: per 14 ore i confratelli – vestiti con camice bianco, mozzetta di colore nero e cappuccio calato sul volto con soli due piccoli forellini all’altezza degli occhi e una fitta corona di spine sul capo – accompagnano il simulacro al suono della “troccola”, strumento di legno caratteristico.

 

Sempre il suono della troccola scandisce il ritmo cadenzato della “nazzicata” della Processione del Venerdì Santo dei Misteri. I confratelli di Maria SS. Del Carmine procedono a coppie con passo estremamente lento, chiamati "i perdoni" ("le perdùne" in dialetto tarantino), rigorosamente scalzi mentre seguono il gonfalone e le statue del Cristo: l’aria è densa di solennità, un’atmosfera suggestiva vi farà sentire parte della comunità tarantina.

Nella vicina città di GROTTAGLIE, invece, i confratelli della Confraternita del Carmine in coppia visitano i “sepolcri” delle principali chiese cittadine e assumono il caratteristico nome di “Bbubbli Bbubbli”: rigorosamente scalzi, con l’abito di rito, il Giovedì Santo si dedicano all’esaltazione del Cristo Eucarestia secondo un tradizionale cerimoniale.

 

Il Venerdì Santo è invece la Processione dei Misteri ad animare il cuore della città che è altresì famosa per le sue ceramiche artistiche. Proprio alla ceramica è dedicato un quartiere di Grottaglie, unico del suo genere: visita le antiche botteghe scavate nella roccia e ammira i manufatti artigianali tra cui i “pumi” e piatti finemente decorati.

 

Ci spostiamo leggermente verso l’interno e un paesaggio fatto di lame e canyon, con antichissime chiese rupestri e il castello che domina possente l’abitato, fanno da sfondo alla “Passio Christi” che si svolge a GINOSA. Città divisa tra terra e mare offre uno scenario di gande suggestione naturalistica, costituendo una delle oasi protette della Regione Puglia.

 

La grandiosa narrazione scenica – che ripercorre tutta la vita di cristo – si volge nel cuore antico della città, tra le gravine naturali che costituiscono un vero teatro a cielo aperto dove si avvicendano numerosi figuranti in costume accompagnati da narratori e musicisti; uno spettacolo che ogni anno richiama appassionati da tutta Europa e che ti coinvolgerà.

 

Non da meno sono gli eventi del Venerdì Santo dove il coro delle Pie Donne costituisce una vera peculiarità della Processione dei Misteri: si tratta di un gruppo di circa un centinaio di devote del popolo che, accompagnate dalla Banda della città di Ginosa, intonano durante l’intero percorso alcuni canti classici e tradizionali della Settimana Santa ginosina.

I territori della Magna Grecia sanno offrire ancora luoghi di inestimabile bellezza ancora incontaminata come le spiagge dalle acque cristalline di PULSANO, vero gioiello dello Ionio.

 

Qui la natura incontra la mano dell’uomo in un’armonia anche architettonica che conquista al primo sguardo e che esalta il comune sentire religioso legato ai riti della Settimana Santa. Il Giovedì Santo è impossibile non essere coinvolti emotivamente dall’incedere nazzicando dei “perdùni”, coppie di confratelli che scalzi e incappucciati chiedono perdono ripercorrendo i passi degli antichi Monaci Carmelitani.

 

Impossibile rimanere impassibili alla drammaticità del confratello con la troccola che nel cuore della notte bussa tre volte sul portone della Chiesa del Purgatorio che solennemente si spalanca per riaccogliere i Misteri del Venerdì Santo.  

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