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i Pellegrinaggi

30 Aprile 2021

i Pellegrinaggi

 

 

 

ANTICHI PERCORSI VERSO I SANTUARI DELLA FEDE

 

Mettersi in cammino sui percorsi emozionali, ricalcare i passi di quei pellegrini che dalla notte dei tempi si sono incamminati su queste strade sterrate, ammirando la bellezza del creato che abbraccia l’opera della manualità dell’uomo con gli innumerevoli santuari di cui è ricca la Puglia.

 

Il viaggio comincia dalla Montagna Sacra del Gargano, un l’imponente gigante roccioso disteso tra verdi foreste e l’azzurro del mare cristallino; ogni anno è meta di innumerevoli pellegrinaggi per la presenza di alcuni tra i più importanti santuari cristiani.

 

Il giorno degli innamorati, il 14 febbraio, a VICO DEL GARGANO (fg) annoverato fra i “borghi più belli d’Italia” e situato a ridosso della Foresta Umbra (patrimonio dell’Unesco), si festeggia San Valentino: tra le via del borgo l’aria frizzante profuma di agrumi, il colore vivido delle arance addobba cortili e balconi dal gusto medievale mentre la “paposcia” (pane-focaccia) appena sfornata dai panificatori vichesi invita tentatrice per essere gustata nel suggestivo “vicolo del bacio” nel cuore centro storico.

 

Nel cuore del Tavoliere delle Puglie, il borgo di INCORONATA (fg) dove si trova il Santuario dedicato alla Madonna dell’Incoronata dove assisterai alla “Cavalcata degli Angeli”: cavalli bardati a festa, ornati di lustrini e sonagli sfilano assieme a fanciulli vestiti da angeli, santi e fraticelli girando per tre volte intorno al santuario accompagnati dal canto di antiche laudi.

 

La Daunia, invece, fa da cornice al borgo di PIETRAMONTECORVINO (fg) dove la statua di Sant’Alberto è accompagnata lungo tutto il pellegrinaggio dai caratteristici “palij”, lunghi fusti colorati e “vestiti” 3-4 giorni prima della festa con fazzoletti e scialli, tenuti insieme con fasce per neonati, raccolti casa per casa e restituiti dopo la festa.

 

L’atmosfera agreste del paese è accentuata dai profumi e sapori decisi degli “sfringl” (pizze fritte) della “nogghjie” una particolare salsiccia di maiale fino alla delicatezza dei “cumplment”, dolci ricoperti con una irresistibile glassa di zucchero.

A maggio come restare impassibili davanti al culto di San Nicola di Myra venerato nella città di BARI. Forte è l’attaccamento dei baresi sin dal lontano 1087, quando le reliquie approdarono sulle coste pugliesi. Pellegrini di oriente e occidente affollano la Basilica nel cuore della città vecchia per partecipare alla processione della statua del Santo, sia per terra sia per mare, al tradizionale corteo storico e al prelievo della “Sacra Manna”, il liquido che trasudato dalle ossa del Santo. Addentratevi nel centro storico per gustare la famosa “focaccia barese” o la oramai celebre “via delle orecchiette”.

 

Ci spostiamo in Salento, a PALMARIGGI (le), per la festa della Madonna della Palma: percorri “l’antico cammino” costeggiato da muretti a secco e le antiche pajare, per arrivare al Santuario di Montevergine e goderti il ristoro all’ombra di un ulivo secolare, gustando friselle, dolci al melograno e ottimi vini aromatici.

 

A pochi chilometri di distanza, nella città messapica di PARABITA (le), i “curraturi” simulano la corsa del contadino verso il paese per annunciare la scoperta del monolito raffigurante la Beata Vergine della Coltura; nella giornata del lunedì, non perdere il suggestivo incendio pirotecnico del campanile della Basilica.

Non puoi mancare l’appuntamento settembrino con il pellegrinaggio a MONTE SANT’ANGELO (fg) – il Comune dei due siti UNESCO – per la festa di San Michele Arcangelo: si tratta del più famoso luogo di culto micaelico dell’occidente latino.

 

Migliaia di pellegrini ripercorrono gli antichi sentieri per giungere al santuario della dell’Arcangelo e accedere alla grotta della sua apparizione.

 

E dopo la fatica della salita si apprezza maggiormente il ristoro tipico dei montanari, fatto di “scaldatelli”, taralli salati conditi con semi di finocchio e le ostie ripiene, dolce a base di mandorle, miele, cannella e zucchero.

 

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