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Alla scoperta delle nostre eccellenze vinicole - 1

Alla scoperta delle nostre eccellenze vinicole - 1

Dai produttori agli uomini di marketing e non ultimi i consumatori, il giudizio è unanime: mai la Puglia del vino è stata così forte e competitiva e con un livello medio dei vini che non teme confronti.

 

Un successo, dovuto innanzitutto al buon rapporto prezzo-qualità, poi alla dinamicità dei produttori e non ultima ad una strategia posta in atto dalle istituzioni regionali, che hanno presentato la Puglia del vino in modo collettivo, dandole massa e qualità allo stesso tempo. Grande merito va quindi dato a quei produttori che hanno saputo innovare, creando con i loro vini un'immagine più moderna, con vini ancorati alla tradizione ma interpretandola in modo più attuale, senza per questo rinunciare alla loro territorialità.

 

I successi hanno nomi diversi ed interpreti diversi, dalle aziende dai grandi numeri a quelle più piccole che stanno ricavando spazi in nicchie ancora inesplorate. Domina il mercato nazionale ed estero, in questi ultimi anni, il Primitivo sia di Manduria che di Gioia del Colle, la cui richiesta è in continua crescita e che trova unanimi consensi per la sua immediatezza, per il suo frutto generoso e la sua piacevolezza.

 

Mai un vino pugliese si è in passato affermato con tanto successo. Il Negroamaro, il principe del Salento, forte di una storia, cerca di consolidare la propria presenza, affidandosi ad aziende dal grande passato ma che guardano anche al futuro, oltre che a giovani aziende che cercano spazio in un mercato sempre più globale e competitivo.

 

L’immagine del Nero di Troia, sia pur più giovane sul mercato nazionale ed internazionale, può contare su uno dei comparti vitivinicoli più dinamici della regione. Dalle terre del Castel del Monte sino alle pendici della Daunia, il Nero di Troia trova interpreti che sanno trasmettere ai vini carattere e specificità pur nella eterogeneità di un territorio così vasto.

Tutto di segno rosso la regione? Non si può negare che i vini rossi siano la produzione prevalente anche se negli ultimi anni i bianchi trovano interpretazioni di buon livello, puntando molto sulla riscoperta di vitigni come il Fiano Minutolo, Fiano più propriamente detto, Malvasia e Falanghina ed il tanto bistrattato Bombino Bianco, ma anche l’internazionale Chardonnay trova interpreti di buona fatta. 

 

Discorso a parte per i rosati, dove la Puglia conferma la sua vocazione con una produzione qualitativa di buon livello che la colloca ai vertici nazionali. Nonostante la rincorsa a modelli internazionali, il rosato pugliese riesce comunque a mantenere una sua identità e ad essere così percepito dai consumatori.

 

Basandosi sulla versatilità delle nostre uve, vengono proposti rosati derivati dal Negromaro, Nero di Troia, Bombino Nero, che vale la pena ricordare è l’unica DOCG d’Italia dedicata al rosato, e persino dal primitivo si ottengono buoni rosati. Una varietà così eterogenea la si trova solo in Puglia.

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Per ultimi in ordine di tempo arrivano gli Spumanti. Il mondo delle bollicine non ha confini e sono moltissime le aziende che si sono dedicate a questa tipologia ed anche con discreto successo. Come spesso accade in momenti di espansione, sul mercato arriva di tutto, da spumanti prodotti con lo stesso sistema con cui si ottiene il Prosecco (metodo Martinotti) ma anche con il procedimento produttivo con cui si fanno gli Champagne (Franciacorta e Metodo Classico).

Tutto comunque viene proposto senza alcuna distinzione, in modo generalizzato come Prosecco. In questo grande mercato trovano quindi spazio gli spumanti pugliesi che cavalcando l’onda lunga del successo veneto guadagnano buone fette di mercato soprattutto regionale.

Non v’è dubbio che al successo turistico della regione contribuisce in modo determinante il comparto agroalimentare con le sue eccellenze, dall’olio ai prodotti orto frutticoli.

È altrettanto evidente che oltre alle strutture d’accoglienza classiche, una mano determinante viene da quelle aziende vitivinicole che hanno fatto dell’accoglienza una scelta per fidelizzare i consumatori con l’offerta non solo dei propri vini ma di tutti i prodotti territoriali che solo la Puglia può offrire.



Pasquale Porcelli

giornalista enogastronomico

 

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